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Prima di pagarti, cercano il tuo nome accanto alla parola “truffa”.
Lo fanno tutti, e non c’è modo di impedirlo. Quello che puoi fare è dare loro qualcosa da trovare: una pagina che dice chi sei, cosa è stato controllato della tua azienda e da quando. Il bollino che porta lì si ottiene con una verifica, non si compra.
Il dubbio arriva sempre poco prima del pagamento
Ti hanno trovato con un annuncio, hanno guardato il sito, gli è piaciuto quello che vendi. Poi si fermano. Aprono un’altra scheda del browser e cercano. Se non trovano niente restano nel dubbio, e nel dubbio non si paga.
Il problema è che le cose che dimostrerebbero la tua serietà non sono sul tuo sito e non possono esserci: nessuno pubblica i propri bilanci accanto ai prezzi, e se lo facesse nessuno gli crederebbe, perché li ha scritti lui. Servono controllati da qualcun altro.
Questo è il bollino, come appare su un sito. Chi ci clicca finisce su una pagina con la data della verifica e l’elenco di cosa abbiamo controllato.
In pratica, cosa devi tirare fuori
Niente che un’azienda in regola non abbia già in un cassetto. La parte che sorprende è di solito l’ultima.
| La visura e due bilanci | Per sapere chi sei davvero, da quanto esisti e se i numeri che racconti in pubblicità stanno anche nei conti. |
| Il contratto che fai firmare | Quello vero, nella forma esatta in cui arriva al cliente. Lo leggiamo cercando le clausole che scoprirebbe solo dopo. |
| Qualche rimborso che hai fatto | Scrivere “soddisfatti o rimborsati” non costa niente. Ci interessa vedere le volte in cui qualcuno l’ha chiesto sul serio. |
| Un accesso da cliente | Entriamo come un tuo cliente qualsiasi e guardiamo se dentro c’è quello che la pagina di vendita promette. Se vendi oggetti, ordiniamo. |
| Le prove di quello che dici | Ogni numero e ogni caso di successo che usi per vendere. Quelli che non reggono non ti bocciano: vanno tolti dalla pubblicità, e si va avanti. |
| La lista completa dei clienti | Tutta, non una selezione. Ne peschiamo alcuni a caso e li sentiamo. È la parte che nessuno si aspetta ed è quella che conta di più. |
Non è un’immagine, quindi nessuno te lo può rubare
I loghi di garanzia che si vedono in giro sono file: uno li salva, se li mette sul proprio sito e nessuno se ne accorge. Questo no. Il bollino viene caricato ogni volta dal nostro dominio e sa su quale sito si trova. Se qualcuno copia il codice e lo incolla altrove, ai visitatori di quel sito appare scritto che il dominio non corrisponde.
Vale anche al contrario, ed è giusto saperlo prima: se una verifica scade o viene revocata, il bollino cambia da solo sul tuo sito. Non serve che tu faccia niente, e non puoi impedirlo. È esattamente quello che lo rende credibile agli occhi di chi lo guarda.
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Tempi, costi e cosa succede se non passi
| Si parte gratis | Compili il questionario preliminare e ti diciamo subito se c’è qualcosa che ti bloccherebbe. Fin qui non paghi e non ti impegni. |
| Poi si paga l’istruttoria | Cioè il lavoro di verifica. Non il bollino: quello non è in vendita. Se l’esito è negativo il costo resta dovuto, altrimenti pagare equivarrebbe a comprare il risultato. |
| Se non passi | Ti scriviamo cosa non va e perché. Non lo pubblichiamo da nessuna parte: chi viene respinto non finisce in una lista nera. Sistemato il problema, puoi ripresentarti. |
| Se passi | Ricevi il bollino con una scadenza. Restano i controlli a campione e un canale dove i tuoi clienti possono segnalare: la verifica non è un diploma che resta appeso per sempre. |
Le fasi nel dettaglio, con i tempi e le tutele previste, stanno nella pagina procedura.
Quello che il bollino non dice
Non dice che il tuo prodotto è buono, che il prezzo è giusto o che chi compra otterrà risultati. Non lo diciamo perché non lo sappiamo, e prometterlo renderebbe il bollino una decorazione come tutte le altre.
Dice una cosa sola, e la dice con una data sopra: quel giorno abbiamo controllato questi fatti e risultavano veri. È meno di quello che vorresti scrivere sul tuo sito, ma è l’unica cosa che chi legge ha motivo di credere.